sabato 10 settembre 2011

What a mistress wants? A Slave or a sub?

Mi è capitato più volte prima di intraprendere la mia strada come Padrona, quando ancora mi sono lanciato in questo mondo per gioco, cercare di capire se preferivo avere semplicemente degli uomini sottomessi al mio volere oppure dei veri schiavi. Prendo spunto da una domanda che mi è arrivata: Qual'è la differenza tra sub e slave?

venerdì 9 settembre 2011

L'addestramento continua - definizione dei rituali

Nell'ottica di un efficace addestramento che renda più facile il compito di una Padrona, trovo molto importante come già accennato di definire regole protocolli e rituali. Ecco che oggi andremo a parlare di cosa sono i rituali e in quale occasione possono essere utili.
I rituali si possono definire come tradizioni, riccorrenze, ovvero dei computi da eseguire specifiche occasioni. Per sempliifcare il rituale rappresenta una sequenza di attività che dovranno essere effettuate secondo un certo ordine temporale e che potrebbero anche essere ripetute nell'arco della giornata. Per esempio: ogni volta che la Padrona entra in casa, lo schiavo abbandona i suoi compiti, si presenta al cospetto della padrona, si inginocchia e attende nuovi ordini.
Ecco che lo schiavo non fa ciò che gli è ordinato al momento ma esegue un rituale in modo automatizzato.

venerdì 2 settembre 2011

Carlilock vs Timelock

Oggi vorrei parlare di due software che utilizzo quotidianamente per controllare i miei schiavi.
Avevo già accennato, seppur superficialmente, l'uso di timelock in uno dei precedenti post del mio blog. Oggi voglio approfondire l'argomento e cercare di spiegarne il funzionamento per coloro che non lo conoscono. Tale software può anche essere utilizzato per gli amanti del self-bondage.

Timelock è un programma che si può tranquillamente scaricare da http://timelock.rules.it/ e va installato sul pc. La versione scaricabile, se non acquistato, da la possibilità di criptare i file solo per 24 ore. Sia lo schiavo che la Padrona dovranno aver installato questo programma sul proprio pc affinche possa essere utilizzato da entrambi. Oltre al programma servirà logicamente una specie di cassaforte con un codice o una password di almeno 5 o 6 cifre.

La Padrona quindi utilizzare il programma per creare ciò che l'ideatore ha chiamato remote key, ovvero una chiave che contiene la durata della sessione nonchè altre interessanti funzioni. Lo schiavo usare il programma per allagere il file, che contiene la password o il codice, che verrà criptato e rimarra inacessibile fino al termine della sessione impostata.

Ora se all'interno della cassaforte chiudiamo la chiave della cintura di castità del nostro schiavo è logico che lui non potrà aprirla fino a quando non avrà la combinazione. La combinazione alla cassaforte potrà essere salvata in un file audio o un file word (e tanti altri formati).

Ora creato il file da criptare, tale file dovrà comunque trovarsi nel pc dello schiavo, il quale dovrà allegare il file al software, inserire la chiave remota e far partire il programma. Il programma cripterà il file e lo renderà impossibile da trovare fino a quando non termina la sessione. 

Il limite purtroppo di questo è quello che necessità che sia lo schiavo ad avere il file da criptare. E pertanto lui potrebbe appuntarsela o memorizzarla prima ancora di criptare il file.

Tale problema viene radicalmente risolta da carlilock, http://carlilock.com/, che non necessita più un installazione ma solo una registrazione. Carlilock contiene tutte le funzioni di timelock e implementa il programma con una serie di interessanti innovazioni tra cui:
  • non necessita l'installazione;
  • diventa un programma interattivo in quanto tutti gli iscritti al sito possono modificare la durata preimpostata dalla padrona (o aumentandola o diminuendola)... diciamo che diventa più avvincente;
  • il file da criptare con la password o il codice della cassaforte può essere fornito direttamente dalla Padrona, quindi lo schiavo potrebbe anche non averlo mai visto;
  • si può interagire con numerosissime persone chiuse in cintura aumentando o diminuendo il loro tempo di chiusura;
  • la cosa bella inoltre è che anche se il tempo fosse scaduto per poter accedere alla password o al codice lo schiavo deve riuscire a convincere due persone non iscritte al carlilock di visitare un specifico link. Se tale richiesta non venisse soddisfatto lo schiavo dovrà continuare a cercare e pregare due persone affinchè visitino il link. (a mio avviso estremamente intrigante e umiliante per lo schiavo che dovrà rendere participe altre persone della sua condizione).

mercoledì 29 giugno 2011

Curiosità sulla CB6000

Oggi mi è stata posta una domanda particolare relativamente alla CB6000.

E' possibile indossarla anche per più di un giorno per uno che fa attività fisica?

La risposta è assolutamente sì. L'addestramento dello slave sta semplicemente nel fatto di abituarsi ad avere una cintura montata sul pene. Nel momento in cui lo slave si abitua, egli riuscirà a dormire, a camminare a correre e a fare attività fisica... E' logico che potrebbe dargli un po' fastidio, ma questo è un peso da sopportare per la propria Padrona. Per quanto riguarda la durata, qui le informazioni sono un po' ambigue, c'è chi dice che la CB si può indossare tranquillamente per più mesi, io fino ad ora l'ho fatta indossare al massimo 2 settimane seguiti da due giorni di pausa. Considero fondamentale però, se messa per tempo prolungato qualche momento di liberazione in modo che si possa lavarlo bene e dargli un momento di tregua, logicamente senza che lo schiavo lo tocchi. Ricordiamoci che il pene lì dentro soffre e fa male quando subisce un'erezione, quindi dare ogni tanto un po' di libertà a questo pene, per controllare lo stato e vedere che non ci siano lacerazioni o altro, è fondamentale. Fondamentale è anche l'igiene che quando si fa indossare la CB deve essere impeccabile, per gli odori e per i batteri che si potrebbe accumulare. 

martedì 21 giugno 2011

L'addestramento continua - definizione dei protocolli

Così come ho già parlato delle regole, andiamo ad analizzare più profondamente i protocolli. Come già anticipato i protocolli si differenziano dalle regole in quanto rappresentano delle modalià operative/comportamentali ben precise (spesso determinate da una serie di azioni) che descrivono come lo schiavo deve agire nei confronti della Padrona in determinate situazioni.  I protocolli trasformano le routine in precisi eventi ripetibili e permettono di non doversi preoccupare in determinati momenti su come lo schiavo sta agendo, in quanto è consapevole di ciò che deve fare. Ecco alcuni esempi di protocolli che ho fissato per il mio schiavo:
Quando lo schiavo va a letto: compilare il WID (what I did, un diario che posso consultare in qualsiasi momento), mandare un SMS alla Padrona comunicando che sta per dormire, indossare quello che è stato ordinato e dormire nel modo in cui ti è stato ordinato  (es. legato, indossando quualcosa di particolare, etc);
In assenza della Padrona: inviare un sms ogni 30 minuti, con un piccolo report.
Ogni mattina appena lo schiavo si sveglia: Mandare un sms scrivendo che ti sei svegliato. Lavarsi (farsi la doccia), depilarsi e pulirsi le orecchie. Vestire ciò che la Padrona ha ordinato e mettere il collare elettrico.
etc., etc., etc., i protocolli possono essere realmente numerosissimi,ecco perchè lascio a voi la fantasia e la creatività di definire i vostri protocolli. Ricordo che i protocolli possono anche definire ad esempio la temperatura con cui le bevande vanno servite, come va servito il cibo a tavola, come deve muoversi lo schiavo quando accompagna la Padrona, e così via.

domenica 19 giugno 2011

L'addestramento continua - definizione delle regole

Come già anticipato nel precedente articolo, la definizione delle regole all'interno del rapporto D/s lo considero fondamentale. Lo schiavo deve sapere ciò che gli è e ciò che non gli è concesso. Le regole solitamente vanno definite in modo chiaro senza lasciare possibilità di interpretazione e vanno inserite all'interno del contratto di relazione. Nella definizione delle regole, solitamente inserisco la punzione che lo schiavo subirà quando quella determinata regola viene infranta. Logicamente le regole dipendono principalmente dal tipo di schiavo che state cercando di addestrare. Se lo schiavo che state addestrando è un chastity slave, come solitamente io preferisco, una delle regole fondamentali sarà quella di "Non posso toccarmi". Andrò quindi ad aggiungere tutta una serie di regole che mi permetteranno di vietare al mio schiavo tutto ciò che lo fa eccitare o gli piace, dal momento in cui sono io che voglio poter controllare il suo piacere. Un'altra regola che non può mancare, per prevenire comportamenti errati è questa: "Obbedire completamente e immediatamente a qualunque ordine della mia Padrona e sottomettermi alla Sua volontà."
Nella definizione delle regole è importante che siano scritte in prima persona, in modo tale che quando lo schiavo le legge si identifichi all'interno di essi. Elenco una serie di regole che solitamente inserisco nel rapporto con il mio schiavo, logicamente qui potrete sbizzarrirvi a vostro piacimento:
  1. Obbedire completamente e immediatamente a qualunque ordine della mia Padrona e sottomettermi alla Sua volontà.
  2. Il mio corpo appartiene totalmente alla Padrona che potrà usarlo in qualsiasi momento come meglio crede senza limitazioni.
  3. Dovrò indossare qualunque articolo o indumento o strumento di costrizione nel momento in cui la mia Padrona lo ritenga adatto. Per “mezzo di costrizione” s'intende qualunque cosa la mia Padrona decida o  voglia intendere come tale.
  4. Risponderò sempre prontamente senza mai mentire a ciò che mi verrà chiesto.  
  5. Dovrò accettare tutte le punizioni che la mia Padrona mi imporrà.
  6. Ogni volta quando sono in presenza della Padrona dovrò indossare il collare che mi è stato assegnato.
  7. Devo depilare giornalmente l'area pubica, il pene, i testicoli e lle ascelle.

sabato 11 giugno 2011

L'addestramento comincia... Slave training

Man mano si va avanti a stilare il programma, è molto importante cominciare a definire ciò che chiameremo regole, protocolli e rituali. A volte c'è una confusione tra questi termini, quindi per questa volta mi limiterò a descrivere il loro significato.
Regole, sono quelle indicazioni che hanno l'obiettivo di andare a definire il comportamento del nostro schiavo. Diciamo che sono come delle leggi che dovranno essere rispettate alla lettera. Devono essere chiare, scritte in modo semplice ed è fondamentale che lo schiavo le impari a memoria altrimenti ne dovrà subire le conseguenze. Ogni volta che lo schiavo non rispetterà una regole, solitamente aggiungo dei punti di demerito, è inutile dire che per il rispetto delle regole lo schiavo non potrà acquisire punti di merito, visto che rispettarle è un obbligo e non una virtù.Ad ogni regola solitamente io associo un punto di demerito che andrà a sottrarsi ai punti che lo schiavo ha acuisito fino ad ora. Raggiunto specifiche soglie, lo schiavo sarà punito o premiato a seconda del suo punteggio.
Protocolli, sono obbligatori tanto quanto le regole e pertanto devono essere rispettate alla lettera. Si  differenziano dalle regole in quanto rappresentano delle modalià operative/comportamentali ben precise (spesso determinate da una serie di azioni) che descrivono come lo schiavo deve agire nei confronti della Padrona in determinate situazioni.  I protocolli trasformano le routine in precisi eventi ripetibili e mi permettono di non dovermi preoccupare in determinati momenti su come lo schiavo sta agendo, in quanto è bene consapevole di ciò che deve fare.
Rituali, sono come le tradizioni ovvero modi e metodi per effettuare dei compiti che potrebbero essere ripetuti in modo regolare più volte nell'arco della giornata ma senza delle specifiche regole. Non vengono più definiti in dettaglio i compiti da attuare ma solo ciò che va fatto.